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cronache e notizie 2004

Le origini del libro negli incunaboli del Fondo Molli

Borgomanero _
Il 17 gennaio è stata inaugurata presso la Fondazione Marazza una mostra dedicata agli incunaboli conservati presso la Fondazione stessa e facenti parte del Fondo Molli, la parte più antica del patrimonio librario. Sono state esposte sia riproduzioni fotografiche, sia esemplari autentici attraverso un percorso che illustra l'evoluzione del libro dal manoscritto alla stampa. Gli incunaboli sono i primissimi libri usciti dal torchio tipografico e che videro la luce nella seconda metà del Quattrocento. Nel 1973 Alessandro Molli Boffa donò alla Fondazione Marazza l'intero patrimonio librario e archivistico appartenuto al proprio avo Carlo Antonio Molli. Carlo Antonio lo raccolse nel corso dell'intera vita; era nato nel 1759 da una delle più illustri e nobili famiglie borgomaneresi, svolse una brillante carriera di magistrato, ebbe cariche amministrative, ma fu prima di tutto un eminente studioso. Visse in un clima intellettuale che si concretizzò nel culto delle antichità, della storia locale e nella realizzazione di una biblioteca e di un archivio tra i più importanti tra quelli privati del novarese. La soppressione di molti enti ecclesiastici portò alla circolazione di un ricco patrimonio librario che egli tentò di salvaguardare. Il Fondo Molli, costituito da diecimila volumi, comprende i testi degli scrittori classici latini e greci, quelli degli autori medioevali, volumi storici e filosofici, un migliaio di cinquecentine, ottomila volumi del Milleseicento e del Millesettecento e circa cinquanta incunaboli. Questi ultimi hanno spesso una rilegatura di pelle, piatti di legno con fregi e diversi tipi di decorazioni. Quattordici incunaboli appartenevano al monastero di Santa Maria delle Grazie di Novara, forse l'odierna San Martino. Una proviene dal convento di San Domenico di Bologna, quindici appartennero a personaggi di spicco della comunità locale, diciotto opere sono prive di informazioni che permettano di risalire all'originario proprietario. Per quanto riguarda l'origine editoriale, ventinove esemplari riportano nomi di tipografi veneziani, undici di tipografi milanesi, i restanti sono stati stampati a Bologna, Roma, Firenze, Padova, Piacenza, Basilea e Norimberga. La storia degli incunaboli ha inizio nel Millequattrocento con l'invenzione dei caratteri mobili da parte dell'orafo Johann Gutenberg. I copisti vengono gradatamente sostituiti dai tipografi e dall'incunabolo, il libro realizzato in questo primo periodo. Si osserva una imitazione dei manoscritti con spazi per capilettera decorati da inserire successivamente. Con l'evoluzione si osserva come nel tempo le miniature lasciato il posto a xilografie ottenute con l'incisione su supporti lignei. La mostra è stata curata dalla professoressa Valeria Vai che si è in particolare dedicata allo studio dell'illustrazione dei volumi quattrocenteschi, delle preziose miniature e delle suggestive xilografie. La mostra rimarrà aperta presso la sala ottogonale della Fondazione fino al 7 febbraio con i seguenti orari: martedì, mercoledì e giovedì dalle 14 alle 19; venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19; sabato dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18. Saranno possibili visite su appuntamento per le scuole.

[angela maria vicario _ 19.1.2004]
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