Bellinzago _
Nella pace della campagna novarese, presso la Badia di Dulzago, dove tutto racconta storie millenarie e i cicli
della natura parlano ancora al visitatore il linguaggio delle rondini, delle piante officinali, del profumo dei
fiori, ha avuto inizio la quindicesima edizione della rassegna
Meditazioni Musicali. Quest'anno l'associazione
Libera Musica, che cura l'iniziativa con la collaborazione della Comunità della Badia, del Comune e della Pro Loco
di Bellinzago, ha proposto una frase di Victor Hugo: «La musica esprime ciò che non può essere detto e su cui è
impossibile tacere». Il concerto inaugurale è stato molto interessante ed al di fuori di canoni che sembrano dover
appartenere a una luogo pensato per la musica sacra, la chiesa di San Giulio Prete con i suoi affreschi stratificati,
le forme armoniose ed eteree, l'essenzialità che conduce alle riflessioni spirituali. Primi ospiti della rassegna erano
Roberto Taufic - compositore e arrangiatore attivo a livello intenazionale nell'ambito della musica popolare brasiliana,
jazz e latina - e
Cristina Camoletto, che dopo lo studio della chitarra classica si dedica all'approfondimento della
musica brasiliana e alla vocalità lirica. Il concerto, due voci e due chitarre, è stato dedicato a un genere musicale
tipicamente brasiliano nato alla fine degli anni Cinquanta dalla fusione della musica lazz con la tradizione: l'armonia
è brasialiana, il ritmo jazzistico, i testi sono poesia. Brani di Alvaro Carlos Jobin, di Luis Bonfà e dello stesso
Roberto Taufic come il bellissimo, dolce, allegro brano
Onda, in cui il testo gioca sul significato plurimo di
questo termine nella lingua portoghese (ad esempio avere un'intesa profonda significa avere
onda). Il concerto
è iniziato con
Insensates di Jobin, quindi
Caminhos curzados di Jobin e Mendonca, in cui si esprime nell'
"incrocio dei cammini", che si avvicinano ma anche si allontanano, tutta la malinconia della seconda anima del Brasile.
Choro pra Zè, di Guinga, chitarrista vivente, parla del ricondo di un'emozione e lascia molta liberà interpretativa
come d'altra parte tutte le composizioni di questo genere musicale che si allontanano moltissimo dal rigore richiesto della
musica classica. La prima anima del Brasile è sicuramente il Carnevale e lo ricorda il brano
Manha de carnaval di Bonfà,
divenuto colonna sonora del film
Orfeo. Altra celebre samba è
Samba de uma nota so, di una nota sola, di Jobin
e Mondonca; di una primavera senza fiori e senza amore parla il brano
Primaveira di Lyra, testo portoghese e due chitarre.
Una danza sincopata e strumentale è il brano
Chorihno pra Pixinguinha di Toquinho. Danze e poesie si sono susseguite anche
nella seconda parte per un concerto inconsueto, intimo, capace ancora di toccare le note del cuore. La rassegna comprende anche
i concerti di domenica 30 con l'
ensemble Hasta madrigalis diretto da Paola Rivetti, un concerto polifonico che si
soffermerà sulle composizioni di Giovanni Pierlugi da Palestrina, Claudio Monteverdi e arriverà a compositori del Novecento;
di domenica 13 giugno con il violinista
Roberto Nessi e con il clavicembalista
Giuliano Bellorini, allorché il
repertorio sarà dedicato alla famiglia Bach e a Cassaneia De Mondoville; e di domenica 27 giugno con la corale
Libera Musica
diretta dal maestro Marco Roncaglia e con l'
ensemble Vocis Unda: il repertorio verterà sulla musica sacra tra
Cinquecento e Settecento. Anche questi concerti sono gratuiti, si svolgeranno alla Badia di Dulzago, presso la chiesa di San
Giulio Prete, e avranno inizio alle ore 16:30.
[angela maria vicario _ 22.5.2004]