Orta San Giulio _
E' stato un appuntamento molto interessante la conferenza dedicata agli orologi solari che si è svolta il 3 giugno presso
la Sala Cristina al Sacro Monte di Orta. Ha parlato il dottor Rosario Mosello, ricercatore del Cnr ed esperto di gnomonica.
Il titolo della conferenza, organizzata dalla Regione Piemonte e dall'Ente di gestione delle riserve naturali speciali del
Sacro Monte d'Orta, Monte Mesma e Colle della Torre di Buccione, era "
I quadranti solari del Sacro Monte d'Orta e del Monte
Mesma: un sottovalutato frammento di storia". Sono intervenuti il presidente e il direttore dell'ente, rispettivamente Fiorella
Mattioli e Benedetto Franchina: «La recente opera del medioevalista Jacques Le Goff
Il cielo sceso in Terra, le radici medioevali
dell'Europa, identifica alle radici della cultura europea le eredità culturali antiche greca e romana, i valori diffusi nel
Medioevo della ideologia trifunzionale indoeuropea e l'eredità biblica collegata al diffondersi ed affermarsi della cultura e
dell'organizzazione religiosa». Sicuramente l'organizzazione del tempo come programmazione ed attività, la necessità di
misurarlo nell'arco del giorno e degli anni è un aspetto di grande interesse anche perché rispecchia l'intenzione di adattare
festività precristiane, eventi legati all'attività agraria, culti pagani a una percezione cristiana. Nei Sacri Monti di Orta
e del Monte Mesma è presente un frammento di questo processo lento e silenzioso che ha posto le basi di un sentire il tempo che
è base comune della cultura europea. Gli orologi solari sono stati soppiantati da alcune centinaia di anni dagli orologi meccanici
e recentemente dagli orologi elettronici, ciò nonostante in Italia sono presenti alcuni appassionati che fanno riferimento alla
sezione 'Quadranti solari: storia, costruzione, restauro', nell'ambito della società degli Astrofili italiani. Il catasto delle
meridiane del nostro paese ne conta dodicimila, con un nuovo aggiornamento quattordicimila; alcune hanno due o tre secoli, altre
sono recenti e hanno un significato soprattutto decorativo. Nel chiostro del Sacro Monte di Orta vi sono una o due meridiane su
ogni parete. Elementi tipici di una meridiana sono il motto, lo gnomone, cioè l'asta che con la sua ombra indica il sole, la linea
equinoziale, le linee dell'ora. Le linee dell'ora possono fare riferimento a tre sistemi orari: l'ora italica che misura il giorno
partendo dal tramonto, l'ora babilonia che parte dal mattino e l'ora francese, detta anche oltremontana, che parte da mezzanotte.
Le meridiane di Orta per secoli hanno misurato il tempo dell'ordine monastico che viveva quelle mura: una riporta la data 1752,
ma è più probabile che faccia riferimento a un restauro, sicuramente le prime sono state costruite con il monastero nel 1590.
Un'altra meridiana presente nel complesso di Orta si trova su una parete che guarda il giardino ed è molto interessante perché
riporta tutti e tre i tipi di ora. Anche al Monte Mesma, nel primo chiostro, sono presenti tre coppie di orologi solari, alcune
a rilievo, appartenenti a periodi diversi, mentre nel secondo chiostro è presente un orologio meccanico. Una così grande attenzione
alla misurazione del tempo si spiega con la constatazione che tra i frati che hanno abitato il convento ve ne erano alcuni con grandi
competenze matematiche e astronomiche, anche docenti all'Università di Pavia. Si tratta di tracce importanti che ci ricordano che
oltre all'eredità greca da cui proviene il mito dell'eroe, diventato il santo nella tradizione cattolica, e del tempio, diventato
chiesa, all'eredità romana che ci ha arricchiti dal punto di vista giuridico, architettonico e militare, all'eredità medioevale
che ha strutturato la società, esiste un'eredità biblica che ha organizzato il tempo.
[angela maria vicario _ 28.6.2004]