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Fondazione Villa La Palazzola con la partecipazione della Regione
Stresa _ Con l'approvazione a larghissima maggioranza della delibera che sancisce la partecipazione della Regione Piemonte alla Fondazione per Villa La Palazzola, il Consiglio regionale del Piemonte ha dato il 29 giugno il via libera definitivo al recupero della storica Villa La Palazzola, sul lungolago di Stresa. Il sì regionale permetterà ora la costituzione con atto notarile della Fondazione Villa La Palazzola, alla quale la Regione Piemonte contribuisce con una dotazione di 5 milioni di euro e il Comune di Stresa con il conferimento della proprietà immobiliare della villa e del parco. Le iniziative e le prossime tappe per il risanamento e la creazione del futuro polo turistico-culturale della villa e del parco sono stati illustrati il 30 giugno al Grand Hôtel des Iles Borromées di Stresa dal promotore dell'iniziativa - l'assessore a turismo, sport e Olimpiadi 2006 della Regione Piemonte Ettore Racchelli - dal sindaco di Stresa Giorgio Diverio e dal collezionista dei Pittori Vigezzini Alessandro Poscio. La Fondazione Villa La Palazzola, che gestirà la rinascita del complesso, non ha fini di lucro e avrà sede legale presso l'immobile stesso. A dirigerla sarà un consiglio d'amministrazione di tre persone che resteranno in carica per tre anni: due di nomina regionale (fra cui il presidente) e una designata dal Comune di Stresa. Il suo scopo sarà provvedere al completo recupero edilizio del complesso e successivamente perseguire finalità culturali, turistiche, ricreative che valorizzino e incrementino il richiamo esercitato dal Vco e dall'intero territorio regionale. In particolare, la Fondazione promuoverà lo studio e la conoscenza delle arti visive a scopo culturale e didattico, organizzare mostre d'arte, convegni, manifestazioni culturali e turistiche. Il primo compito della Fondazione è l'affidamento degli incarichi progettuali e degli appalti per la ristrutturazione della villa. Il progettista, il direttore dei lavori e il collaudatore saranno scelti dalla Fondazione, sentita la Regione, mentre l'impresa sarà scelta con procedura d'appalto pubblico. Una volta completati i lavori, dovrà gestire e valorizzare il polo culturale che nella villa avrà sede. Per la successiva gestione del polo espositivo e culturale di Villa La Palazzola, Regione Piemonte e Comune di Stresa si impegnano a rifinanziare la Fondazione con 100mila euro l'anno ciascuna, cui si aggiungono naturalmente i proventi che la Fondazione stessa otterrà con la propria attività culturale, espositiva e di servizio. Nell'interrato della villa troverà verosimilmente sede uno spazio per mostre temporanee. Al piano nobile locali di rappresentanza e per eventi. Nelle intenzioni della nascente Fondazione la villa è destinata a diventare sede espositiva permanente della grande collezione dei Pittori Vigezzini raccolta da un privato ossolano, l'ingegner Alessandro Poscio: oltre cinquanta opere dipinte fra Otto e Novecento dai vari Giovanni Battista Ciolina, Lorenzo Peretti jr, Giacomo Rossetti, Carlo Gaudenzio Lupetti, Enrico Cavalli fino a Carlo Fornara, scomparso nel 1968, di cui il collezionista è stato amico fraterno ed esecutore testamentario. L'ipotesi allo studio è quella di un deposito di lungo periodo, arricchito da un'esposizione e un catalogo che ne valorizzino la portata storica e il significato artistico e stabiliscano così un legame sia culturale sia turistico fra la sponda del Verbano e la Valle dei Pittori con il Museo di Santa Maria Maggiore. Per l'allestimento la Regione ha in programma di affidare uno studio scientifico e catalografico al massimo esperto dei pittori vigezzini, il professore domese Dario Gnemmi. Sotto il giardino antistante la villa è stata anche avanzata l'ipotesi di sviluppare in un momento successivo un auditorium. [monica campusatto _ 30.6.2004]
La storia della villa Insieme a Villa Pallavicino, Villa Amalia, Villa Ducale e le tante altre che disseminano di preziosità architettoniche e ambientali questo tratto di riviera del Lago Maggiore, Villa La Palazzola è uno dei tesori dell'architettura di loisir di fine Otto-inizio Novecento. Incastonata fra la Statale del Sempione e il lido di Carciano, sul litorale nord di Stresa, Villa La Palazzola è anche nota come Villa Belloni: l'assetto attuale è frutto di alcune indovinate modifiche che il cavalier Amedeo Belloni, uno dei pionieri delle centrali idroelettriche in Italia e presidente del Consiglio provinciale di Novara, apportò a fine Ottocento a un edificio preesistente, risalente alla fine del XVIII secolo. La Palazzola si distingue dalle ville circostanti per l'aspetto sobrio, ma imponente. La planimetria della villa è costituita da un semplice quadrilatero. I prospetti sono neoclassici, armoniosamente simmetrici. L'edificio si eleva per tre piani fuori terra: le altezze sono definite dalle cornici marcapiano. L'unico decoro degli alzati è costituito dalla serie di "oculi" ciechi che decorano la parte superiore del piano terreno e che si interrompono in prossimità del portone d'ingresso. Singolare è anche la posizione della tozza torre, illuminata da altri quattro oculi, che si eleva dalla sommità del tetto a padiglione. Villa La Palazzola stupiva, oltre che per l'imponente struttura esterna, per la ricercatezza degli arredi interni, paragonabili a quelli d'un museo. Nel 1951 Mario Belloni, figlio del cavalier Amedeo, vendette la villa ai fratelli Bongiovanni-Radice di Milano, un pittore e un avvocato. I nuovi proprietari conservarono la villa come un gioiello: a loro si deve l'attuale denominazione di La Palazzola. La villa pervenne al Comune di Stresa per volontà testamentaria dei Bongiovanni-Radice, ma i problemi connessi con l'acquisizione la lasciarono per anni in abbandono, iniziando il progressivo degrado. Dopo le modifiche apportate da Belloni nel 1890, Villa La Palazzola appare oggi come un vasto complesso imperniato sull'edificio padronale e dépandance circondato da parco, con giardini, cappelletta privata e darsena sul lago. Tuttora di proprietà del Comune di Stresa, versa da anni in stato di profondo degrado, parzialmente utilizzata d'estate come luogo di spettacoli e discoteca all'aperto. Devastata più volte da atti vandalici e da furti, conserva ancora ampie tracce dell'antico splendore. [monica campusatto _ 30.6.2004]
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