Crevoladossola _
Il 4 luglio a Oira, piccola frazione di Crevoladossola, verrà inaugurata la cantina di stagionatura che Guffanti,
la nota azienda aronese specializzata nella selezione e nell'affinamento di formaggi tradizionali, ha restaurato
all'interno dell'edificio della locale latteria turnaria. Oira è un piccolissimo paese, costituito da una chiesa
e da poche decine di case costruite con la pietra locale, che veniva utilizzata a lastre anche per la copertura dei
tetti. Le attività tradizionali della zona erano, fino a pochi decenni fa, l'allevamento bovino, e quindi la produzione
di burro e formaggio, e la coltivazione della vite, che sfruttava le pendici più basse e meglio esposte della montagna.
Il centro dell'attività produttiva del paese era la latteria turnaria (ce n'era una in ogni paese dell'Ossola), dove gli
allevatori (ogni famiglia possedeva almeno una o due vacche) conducevano ogni mattina il latte prodotto: a turno, di giorno
in giorno, ciascuno di loro provvedeva a tenere nota del prodotto conferito e a caseificarlo. Una volta stagionate (perciò
alla latteria turnaria era annessa una cantina) le forme di formaggio venivano suddivise tra i soci della latteria in base
alle quote di latte conferite. A Oira la latteria turnaria, edificio che ha origini seicentesche, ha funzionato fino a pochi
anni or sono, poi con il sorgere dei più moderni caseifici sociali nella valle ha finito per essere abbandonata. Nel corso
dell'ultimo inverno 2003-2004 l'edificio e il suo interno, con le strumentazioni originali degli antichi casari, è stato
restaurato e presto si tornerà a produrvi il formaggio, almeno a titolo dimostrativo. Anche la cantina sottostante è stata
recuperata da Guffanti dopo numerosi anni di abbandono, con un restauro condotto utilizzando, laddove fossero necessarie
delle sostituzioni, materiale recuperato da altri edifici antichi demoliti. Verrà utilizzata in particolare per la stagionatura
delle locali tome ossolane "ubriacate" nel Prunent, il vino rosso dell'Ossola. Questa lavorazione è recente ma coniuga due
prodotti assolutamente radicati sul posto, appunto la toma ossolana "di casa" (versione invernale e di fondovalle di quella
di alpeggio) e il Prunent, un vino che si ricava dall'omonimo vitigno clone del Nebiolo, da secoli coltivato in Ossola. Proprio
a Oira del resto ha sede il principale produttore vitivinicolo ossolano.
[giacomo fiori _ 2.7.2004]