Arona _
Il 21 aprile il consiglio comunale di Arona adottava all'unanimità dei presenti (13 su 21) il piano particolareggiato
in variante al Prgc denominato 'Centro di spiritualità Santa Montagna Villa Picco', comportante contemporanea variante
strutturale al Prgc vigente. Gli elaborati dei due strumenti urbanistici sono stati resi pubblici, come previsto dalla
Lr 56/77, per favorire le osservazioni degli aventi titolo. Il progetto previsto dal piano adottato, parte integrante di
un più vasto progetto generale, riguarda la zona del Sacro Monte di San Carlo, adiacente alla rocca di Arona, e che termina
con la statua del San Carlone, ed è così articolato: "Nelle immediate vicinanze dell'edificio storico di Villa Picco
[edificio dei Frati Cappuccini, sede di ritiri spirituali, ndr] (attualmente in fase di restauro) e in modo tale da
costituire con la villa stessa un sistema a corte aperta verso il lago, è prevista la realizzazione di un complesso costituito
dalla nuova chiesa dei Frati Minori Cappuccini in diretta connessione con gli spazi del centro congressuale in progetto.
L'attenzione progettuale al contesto altamente sensibile e la necessità di sviluppare adeguati spazi liturgici, ricettivi e
di servizio (chiesa per 320 posti, sala congressi per 500 posti, auditorium per 130 posti, ristorante per 300 posti, sala
espositiva di 400 mq, aule,
foyer, bar, eccetera) hanno suggerito una soluzione fortemente integrata con il terreno in cui
la chiesa è collocata su un 'podio' leggermente emergente da terra costituito dal volume della sala congressi seminterrata.
Nella zona absidale è previsto un anfiteatro all'aperto di raccordo con il parco. Conclude il sistema a corte da una parte
la villa esistente, dall'altra una manica, con copertura vegetale, costituita dalla sala ristorante e dalla sottostante sala
espositiva. Lo spazio della corte è leggermente rialzato per ridurre l'emergenza dei nuovi edifici." La superficie di nuova
edificabilità concessa dalle Nta della variante è pari a 5.400 mq; la superficie totale prevista come di nuova edificazione
sarà di 5.205 mq. L'altezza massima prevista è di 13 metri dal piano di campagna per la chiesa; l'altezza media prevista è
di 8 metri. Il Circolo Verbano di Legambiente, associazione di volontariato con sede in Verbania e con valenza territoriale
e iscritti nel Vco e nel Vergante, ha ritenuto opportuno presentare - come altri - alcune osservazioni nel pubblico interesse:
1. Il progetto di cui si occupa il piano particolareggiato non sarebbe stato "sottoposto a regolare fase di verifica all'interno
della procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) di competenza regionale" (ad opinione dell'associazione, il progetto
di cui trattasi ricade nella tipologia 'centri residenziali ed esercizi alberghieri con oltre 300 posti letto o volume edificato
superiore a 25mila mc', rientrando quindi tra i Progetti di competenza della Regione, sottoposti alla fase di verifica, quando
non ricadono, neppure parzialmente, in aree protette. 2. La relazione di compatibilità ambientale ex art. 20 Lr 40/98 sarebbe
inadeguata (l'associazione inoltre osserva anche che "la relazione non offre nessuna possibilità di valutazione dello stato dei
luoghi a chi non li conosca personalmente, non essendo allegata nessuna immagine fotografica adeguata, né alcun fotomontaggio
con visualizzazione virtuale degli inserimenti di tipo moderno all'interno di un paesaggio che ripercorre quattrocento anni
di storia"); 3. gli edifici proposti non sono pertinenti al luogo (Legambiente ritiene "che il complesso edilizio proposto,
apprezzabile in sé, sia dotato di un'immagine architettonica troppo conflittuale con le caratteristiche architettoniche di Villa
Picco e degli altri edifici della rocca, e troppo visibile da troppi punti di visuale" e che sia certamente opportuno evitare
emergenze verso valle che "vadano a contrapporsi con la testata della Villa Picco, modificando in modo radicale la visione dei
luoghi, così come si è radicata nei secoli"; 4. Sarebbe del tutto assente un piano finanziario (del progetto generale)
dell'operazione, "per quanto possa non essere obbligatorio presentarlo", in quanto secondo l'assocaizione "è uno strumento
di analisi comunque interessante per capire l'onerosità dell'operazione e i rischi che corre l'impresa, e con essa il territorio
tutto; utile anche per comprendere se la convenzione che verrà stipulata con l'amministrazione comunale sia adeguata da un
punto di vista economico"; 5. Gli scopi della realizzazione sarebbero in conflitto con la storia dei luoghi: il Sacro Monte
di Arona, dal diciassettesimo secolo è "dedicato espressamente a finalità di culto devozionale, come voluto e promosso da San
Carlo Borromeo, cui è dedicato il monumento più noto" e Legambiente non si capacita "del motivo per cui i Frati Cappuccini
investano capitali ingenti di denaro in terreni di loro proprietà, per favorire lo sviluppo turistico e congressuale della
città di Arona, seppure forti anche di un "consistente finanziamento da parte della Regione Piemonte in base alla Lr 4/2000
in materia di turismo"" (la Provincia di Alessandria dei Frati Minori Cappuccini si propone infatti di di aprire "alla cittadinanza
ed a tutti gli interessati un polmone di verde ed attrezzature sportive e congressuali, non altrimenti disponibili, importanti
per l'intera zona del lago, a pochi passi dal centro della città di Arona, oltre che per la promozione culturale e turistica di
cui la città stessa potrebbe usufruire").
[monica campusatto | ezio renda _ 21.7.2004]