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A Villa Ponti la donna fatale nell'arte
Arona _ La "donna fatale" è ormai parte integrante dell'immaginario collettivo soprattutto grazie al cinema, che fin dalla sua nascita ci ha presentato figure femminili dotate di enorme potere seduttivo. Più che dal punto i vista fisico, questo tipo di donna emerge per un insieme di caratteristiche che la rendono unica, che ne mettono in risalto l'inquietante fascino: a volte basta una sigaretta, una pettinatura, un vestito o una parola a trasformare una donna. La rassegna di Arona Femme fatale. La donna nell'arte. 150 capolavori da Modigliani a Wahrol, inaugurata il 31 luglio a Villa Ponti, cerca, attraverso centocinquanta opere di collezioni piemontesi e lombarde, di offrire al pubblico questa immagine della femme fatale anche nell'arte contemporanea. Le opere esposte sono, come sempre, di notevole qualità e spaziano dagli Impressionisti (ci sono due opere tardive di Renoir e un Degas) fino agli artisti più recenti (Rotella, Wesselmann e Wahrol), passando per tutte le avanguardie storiche. In particolare spicca la scelta dei dipinti espressionisti di area nordica, dal gruppo tedesco 'Die Brücke' (Kirchner, Pechstein, Schmitt-Rotluff e Müller) alla 'Nuova oggettività' di Grosz e Dix, oltre a una Madonna di Edward Munch simile a quella recentemente rubata a Oslo: insomma, quasi una mostra nella mostra, vista la qualità e la quantità delle opere di questi artisti. Di indubbio interesse anche le opere di artisti italiani: da un intenso e malinconico ritratto femminile di un Boccioni non ancora futurista, alla invitante Marilyn Monroe di un manifesto di Mimmo Rotella. Due opere però sembrano davvero esemplificare il mito della femme fatale: una scultura di Hans Arp, dove la materia non plasmata e fluida parrebbe richiamare alla perfezione l'idea di una donna impossibile da definire, e un dipinto di Tom Wesselmann, che riduce la vamp a due labbra rossissime con sigaretta sporgente, secondo il più classico degli stereotipi cinematografici. Le pecche, semmai, sono ancora nella presentazione. Innanzitutto il numero delle opere è eccessivo, poiché ne basterebbero un centinaio ben selezionate, con accurate didascalie per ognuna: difficilmente si può capire un lavoro soltanto leggendone il titolo, le dimensioni, la data e la tecnica usata e le notizie biografiche sugli autori spesso confondono le idee. La sensazione di trovarsi in una fiera più che in una mostra è molto forte e le poesie a sfondo femminile scelte per introdurre le varie sale hanno un valore puramente fine a se stesso. Femme fatale proseguirà fino al 7 novembre, dalla domenica al giovedì con orario 10-12:30, 14:30-19:30; venerdì e sabato con orario 10-12:30 e 14:30-22:30. Info: 0322.44629; 0331.629893; artmuseum@virgilio.it. [massimo zanetta _ 31.7.2004]
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