Miasino _
Ha avuto un grande successo il convegno di studi '
Il pittore Giovanni Battista Cantalupi (1732-1780) e il suo
tempo'. Il convegno si è svolto (16-18 settembre) nella splendida cornice del Castello di Miasino, dimora
nobiliare dove a fine Ottocento fu spesso ospite per le vacanze il medico di Garibaldi. Il tempo, molto bello,
ha reso tutto ancora più piacevole; l'organizzazione, anche delle parentesi non culturali, è stata raffinata ed
entusiasta. Interessanti tutte le relazioni e in particolare lo studio storico presentato da Alfredo Papale, che
ha saputo inquadrare con il fascino del romanzo la società di Miasino al tempo del Cantalupi, lo studio presentato
dalla studiosa Fiorella Mattioli che ha descritto i cicli pittorici delle Cappelle del Rosario dipinti dal Cantalupi,
la relazione del maestro d'arte Angelo Molinari che, presso la chiesa parrocchiale di Miasino, ha proposto la lettura
artistica di un'opera del Cantalupi, la tela raffigurante san Bonaventura. Hanno presentato video e diapositive, rendendo
molto interessante gli argomenti presentati, l'architetto Valerio Cirio, che ha inquadrato l'arte cusiana nell'ambito
degli aspetti architettonici del Settecento e delle influenze Borromaiche, e la storica dell'arte Flavia Fiori che ha
parlato dei rapporti del Cantalupi con lo scultore Giovanni Maria Franzosino. Il convegno di studi è stato dedicato alla
figura e all'opera del pittore miasinese Gian Battista Cantalupi (1732-1780) "legato sia alla grande scuola valsesiana
che a quella lombarda dell'Abbiati e del Bianchi, fu tra i più significativi e sensibili rappresentanti della pittura
rococò del Novarese, fra Piemonte e Lombardia, dove operò intensamente, soprattutto come autore di suggestivi cicli
pittorici, squisiti per i personaggi aggraziati e per la luminosa cromia madreperlacea". Si può quindi tracciare il
profilo biografico e artistico di questo pittore di vasta attività e al suo tempo di grande fama, e ancora oggi ammirato
e studiato. Il convegno ha analizzato il personaggio dentro il contesto artistico e socio-culturale del suo tempo,
nell'ambito territoriale in cui il pittore operò, ricevendo e irradiando significativi influssi. Ne è uscito lo spaccato
di un tempo e di una terra, quale fu la Riviera di san Giulio, "giurisdizione episcopale di origini medievali che, proprio
al tempo del Cantalupi, vide la sua annessione al regno Sabaudo, andando a completarne i possedimenti piemontesi". Sia
la figura dell'artista sia quella della sua terra, per peculiarità, riferimenti e correlazioni con la Lombardia e il
Piemonte, e quindi con differenti scuole e temperie artistiche e differenti entità giurisdizionali e istitizionali, non
rimangono relegate a un interesse puramente locale, ma permettono di spaziare entro più vasti bacini d'interesse. Presso
la chiesa di San Rocco, venerdì sera si è anche svolto un concerto di musiche settecentesche con i solisti della Cappella
strumentale del Duomo di Novara: Alberto Sala, organo, Alessio Molinaro, tromba, e il maestro Paolo Ponticelli.
[angela maria vicario _ 20.9.2004]