Borgomanero _
«La città di Borgomanero è sempre stata particolarmente ricca di associazioni di volontariato ma
soltanto cinque anni fa non esisteva nulla per i malati di Alzheimer». E' quanto spiega Vivana Beccaro,
referente dell'Associazione Alzheimer Borgomanero, nata il 16 novembre 1999 per iniziativa di un gruppo
di volontari, famigliari di ammalati, medici e operatori del settore, sensibili a tutti quei problemi di
carattere sanitario e assistenziale che la malattia comporta. «La nostra esperienza - continua Beccaro -
ci insegna l'importanza della presenza di associazioni locali che sensibilizzano le istituzioni e che
favoriscono la creazione di servizi per dare sollievo alle famiglie». Nei primi mesi di attività sono state
raccolte le testimonianze e i bisogni di tanti famigliari che si avvicinavano all'associazione per cercare
informazione sulla malattia, ma che sopratutto lamentavano la totale assenza di qualsiasi tipo di servizio
pubblico per i malati di Alzheimer. Nel giugno del 2000 l'Associazione Alzheimer Borgomanero ha proposto
l'attivazione di un Centro d'Incontro Alzheimer - un luogo dove oggi i famigliari possono portare i malati
e incontrare altri famigliari per uno scambio di esperienze e per un momento di sollievo e solidarietà - e
il progetto (con obiettivo principale la sensibilizzazione delle istituzioni sulla necessità di offrire
questo servizio per i malati) è stato finanziato dalla Fondazione per la Comunità del Novarese e dalla Banca
Crt. E' stata pertanto individuata una struttura presso la Residenza Il Castello di Suno. L'apertura di
questo Centro da parte dell'associazione spiana la strada per l'apertura del attuale Centro diurno integrato
Alzheimer convenzionato all'Azienda sanitaria locale. «Siamo riusciti a portare avanti tanti progetti in
questi primi anni di attività grazie alla sensibilità di tanti - informa Viviana Beccaro -: il Comune di
Borgomanero ha concesso in uso gratuito i locali della sede, il Ciss (Consorzio intercomunitario dei servizi
sociali) ha istituito un servizio di aiuto domiciliare per i malati di Alzheimer che consiste in quaranta ore
mensili gratuiti. Siamo fortunati ad avere un Centro servizi per il volontariato molto attivo al quale possiamo
appoggiarci per lavori di segreteria e di stampa. Inesauribile la tenacia del dottor Augusto Cavagnino, sempre
al nostro fianco. Numerose persone e tutti i nostri soci che hanno creduto nel nostro lavoro in questi anni e
ci hanno sostenuto con donazioni e incoraggiamenti. E' importante ricordare anche la solidarietà che abbiamo
riscontrato in molti comuni limitrofi che hanno contribuito con donazioni e offrendo il trasporto gratuito per
i malati al Centro d'incontro Alzheimer. Preziosa l'opera dei volontari. Quelli attivi sono una quindicina:
abbiamo studenti volontari che ci danno una mano nella preparazione degli articoli per la stampa, nella stesura
delle brochure e per la preparazione di manifestazioni e fiere; abbiamo volontari dediti alla cura dei malati
al Centro diurno Alzheimer, per la quale offriamo un sostegno psicologico con incontri programmati con lo psicologo
dell'associazione; abbiamo volontari con una buona conoscenza degli uffici pubblici che aiutano a svolgere
pratiche burocratiche, e altri volontari che ci danno una mano in sede il sabato mattina». Quest'anno è stata
accettata la richiesta di iscrizione dell'associazione alla Sezione provinciale del Registro delle organizzazioni
di volontariato («Questo permette di rilasciare ricevute di versamento valide ai fini della detrazione dalle
tasse degli importi versati a titolo di donazione, a condizione che il versamento sia eseguito tramite banca o
ufficio postale ex Art. 23 del D.Lgs 9 Luglio 1997 no. 241»). L'Associazione Alzheimer Borgomanero sta anche
finanziando l'importante Progetto di Ricerca presso il Centro diurno di Suno in collaborazione con la Clinica
Maugeri di Veruno: il Progetto è partito nel novembre 2004 e avrà la durata di un anno. «L'obiettivo principale
di questo progetto - prosegue Beccaro - è la valutazione e quantificazione del significato dell'intervento
"riabilitativo" nei malati di Alzheimer. Al termine del progetto verrà organizzato un convegno divulgativo
indirizzato a famigliari, medici, medici specialisti, psicologi, assistenti sociali, fisioterapisti, infermieri
e operatori Adest con, in primo piano, la qualità della salute e della vita del malato e di chi gli sta vicino».
E intanto continuano gli incontri mensili con lo psicologo per famigliari e gli incontri individuali su richiesta
dei famigliari (per conoscere le date dei prossimi incontri contattare la sede presso Villa Zanetta, in corso
Sempione 1 a Borgomanero: la segreteria è aperta ogni sabato dalle ore 9:30 alle 11:30), tra marzo e aprile 2005
si terrà il terzo corso di formazione. «A volte ci sentiamo impotenti davanti all'ennesima tragedia famigliare
quando in una famiglia viene diagnosticata la malattia di Alzheimer - conclude Beccaro -, ma quando i nostri
famigliari ci ringraziano per quello che facciamo ci rendiamo conto dell'importanza di "non essere soli", di
essere al fianco di chi cerca aiuto, sostegno e informazione sulla malattia». Info: 0322.836155.
Info: +39.0322.836155;
|monica campusatto _ 21.1.2005|