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cronache e notizie 2005
Sarà Verde l'ottavo 'Quaderno borgomanerese'

Borgomanero _
Borgomanero Verde sarà l'argomento dell'ottavo 'Quaderno borgomanerese e del territorio'. La memoria della terra - come ha spiegato la Fondazione Marazza, rendendo noto il tema della nuova iniziativa editoriale, la cui uscita è prevista entro l'anno 2005 - è la più antica; ancora oggi, conserva le tracce di quando a Borgomanero c'era il mare e dei titanici e sconvolgenti eventi geologici che si sono svolti sullo scenario mozzafiato del Rosa e delle acque impetuose dell'antico Ticino: fossili lungo la valle del Sizzone; singolari giacimenti minerari (dal caolino della Comiona alle terre di Maggiora, al calcare di Gozzano); pietre bianche ad Alzo: il miglior granito bianco d'Europa. Giovanni Achille Cagna, nel suo capolavoro Alpinisti ciabattoni, rappresentava il territorio borgomanerese come dominato da «praterie fresche di verde smaltato». Il paesaggio borgomanerese da allora è molto cambiato. Le praterie hanno ceduto il posto a tanti edifici e a tante strade percorse da mezzi meccanici, ma rimangono boschi, parchi e alberi del ricordo; acque, corsi naturali, fossi, rogge e vecchi mulini; il fascino discreto di una brughiera perduta e il fantastico, misterioso Piano del Rosa, regno dei funghi e forse degli elfi. Anche gli animali - si legge ancora nella nota di presentazione - non sono più gli stessi. I due laghi che racchiudono il borgomanerese, in particolare il Lago d'Orta, possedevano una fauna e una flora ittica per certi aspetti unica che non esiste più. Non ci sono più i predatori, né i lupi si avventurano più fino nel Caneto e d'altra parte non si temono più le invasioni delle locuste, ma ricompaiono qua e là uccelli e pesci che mancavano da tempo, qualche pigra nutria e qualche erbivoro selvatico che sconfina dal Fenera. In questi ultimi anni, la natura ha subìto il "progresso": come le acque dell'Agogna, già inquinate dalle miniere due secoli fa, oppure come il Lago d'Orta, biologicamente morto dopo l'insediamento sulle sue sponde di un grande complesso industriale. E chi non ricorda l'angoscia dei giorni della nuvola di Chernobyl oppure le battaglie ecologiche dei pescatori contro l'inquinamento dell'Agogna, quelle contro l'inquinamento da cromo e la lotta contro la discarica di Chepoli, alle fonti di quel Sizzone che oggi contribuisce ad alimentare la locale insaziabile sete di acqua potabile? Questo 'Quaderno' - concludono i promotori - vuole essere anche "attivo", fornendo indicazioni di itinerari da percorrere nel verde e nel blu, in bicicletta, a cavallo, a piedi o in canoa, su quel lago che qualche grande campione negli sport d'acqua ha già dato. Chi vorrà collaborare potrà inviare il proprio contributo alla redazione c/o Fondazione Marazza, 28021 Borgomanero (Novara). Il contributo dovrà obbligatoriamente essere corredato da dischetto floppy, la lunghezza massima sarà di dieci cartelle. Termine per la consegna, il 30 giugno 2005.
Info: +39.0322.81485.

|monica campusatto _ 15.3.2005|
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