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ATTUALITÀ cronache e notizie 2005 |
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Musica popolare dalla Bretagna all'Insubria
Verbania _ Un concerto della corale Kanerion an Oriant si terrà nella chiesa di san Leonardo a Pallanza il prossimo 21 aprile alle ore 21. Inseme alla prestigiosa corale bretone - un complesso di una sessantina di coristi della provincia di Lorient, città situata nel sud della Bretagna, presenterà il repertorio del suo ultimo cd Memoer Keltia; diretto da Roselyne Dauneau, promuove la lingua e la cultura bretone attraverso il canto corale, di Bretagna o dei paesi celtici - si esibirà anche il gruppo della Zampogna Galeotta, formato da detenuti della Casa circondariale di Pallanza (alle prese con pive, diane e ciaramelle) preparati dal maestro Carlo Bava (che partecipa anche con il gruppo Compagnia dell'Erba Böna). Dopo il concerto i detenuti del carcere di Verbania - questa volta gli allievi del corso di cucina - nel salone di Villa Olimpia offriranno un rinfresco ai sessanta componenti della corale, ma anche a tutti quanti vorranno parteciparvi. «Il concerto, quindi, al di là della sua valenza culturale - spiega Aurora Martini, dirigente delle politiche sociali del Comune di Verbania - vuole essere espressione del nostro impegno per il pieno reinserimento sociale dei detenuti. Non casuale è anche la scelta del luogo che ospita il concerto, la chiesa dedicata a san Leonardo, patrono, appunto, dei carcerati». Il concerto è a ingresso libero. La Zampogna Galeotta è il risultato di un "progetto musicale dentro e fuori le mura" del carcere. Dopo aver assistito all'esecuzione di melodie con una zampogna, un gruppo di ospiti si emoziona e si incuriosisce e vuol conoscere qualcosa di più, qualcosa che vada oltre lo stereotipo. Nasce così l'idea di attivare un corso sperimentale di cornamusa all'interno della Casa circondariale di Verbania. Carlo Bava, con la collaborazione dell'associazione Camminare Insieme, organizza un piano di lavoro e si presta a istruire il primo gruppo di volontari. La direzione della Casa e l'associazione Difoglie Dilegno Dipietra procurano gli strumenti musicali. Nel mese di ottobre 2004 si inaugurano ufficialmente le "lezioni" con un giorno di festa allietato da alcuni concerti e da una serata di danze popolari con il gruppo La compagnia dell'Erba Böna. La musica popolare, in passato, veniva tramandata di generazione in generazione per imitazione, senza partiture, quindi anche in questo caso le conoscenze teoriche vengono rimandate a momenti successivi di approfondimento. Il primo pezzo viene eseguito ufficialmente in onore degli ospiti musulmani, durante la festa di conclusione del Ramadan. A dicembre è pronto il repertorio per accompagnare le messe di Natale e dell'Epifania. Zampogna Galeotta esce dalle mura e partecipa ad alcune celebrazioni a Pallanza e a Bieno: le esecuzioni non sono impeccabili, ma sono genuine e vi si legge un messaggio di speranza. Con l'anno nuovo c'è chi viene trasferito e chi ritorna in libertà. Nuovi allievi si avvicinano alle pive e i "vecchi" si prestano a tramandare le proprie conoscenze, così come si faceva nella tradizione. Nel frattempo si affronta anche un po' di teoria e il repertorio si amplia nella direzione delle musiche da ballo, in modo da poter approfondire il dialogo e la collaborazione con La compagnia dell'Erba Böna. Quest'ultima riprende musiche ispirate alla tradizione popolare italiana e francese ed è composta sa Carlo Bava (piva, ciaramella, ocarina, sax, flauto), Yves Kieffer (organetti diatonici), Alessandro Del Grande (chitarra, violino, mandolino) e Maria Cristina Pasquali (percussioni). «L'erba böna - spiegano nella presentazione i componenti dell'ensemble -, nel dialetto delle montagne insubriche, è il finocchio selvatico. Un'erba che, quando è giovane, coglie ogni soffio di vento per danzare. Una pianta dalle radici forti, che cresce nei luoghi più difficili e imprevedibili. Un profumo delicato e penetrante nello stesso tempo, ma anche un rimedio popolare che faceva guarire da mille malanni. A noi piacerebbe che la nostra musica fosse così! Non siamo etnomusicologi né musicanti appartenenti da generazioni alla cultura di uno specifico territorio. Abbiamo provenienze e formazioni diverse, ma ci accomuna l'amore per la musica come strumento per trasmettere e condividere emozioni. Abbiamo scelto l'ambito della musica di tradizione popolare italiana e francese perché ci appariva la più vicina al nostro modo di sentire». La compagnia dell'Erba Böna attinge ai repertori nelle vallate delle Alpi, sugli Appennini, nel Delfinato, in Auvergne, nelle colline del Berry, in Bretagna, arrangiando poi i pezzi secondo il proprio estro e prendendosi la libertà di semplificare, qua e là, i passi di danza per renderli più accessibili: ripropone curente, polke, gighe, valzer, rigodon, scottish, bourrée, quadriglie, mazurke e tante altre danze per far rivivere la voglia di ballare animando i cortili, le piazze ed i sagrati, come tanto tempo fa. Info: + 39.0323.542253.502023; stroliga1955@libero.it; kanerion.an-oriant@laposte.net |monica campusatto|ezio renda _ 20.4.2005|
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